Cosa c’è in una sigaretta? Le sostanze tossiche
Per un fumatore, una sigaretta rappresenta un istante di gratificazione che spesso si trasforma in una dipendenza difficile da abbandonare. Un passo fondamentale per farlo è conoscere bene ciò che si introduce nel proprio corpo attraverso il fumo, non per instaurare un clima di terrore, ma per affrontare il percorso con maggiore consapevolezza.
Vuoi sapere cosa contiene il fumo? Ecco la guida completa alle sostanze nelle sigarette!
Quante sostanze contiene una sigaretta (i numeri che spaventano)
Tolta dal pacchetto e osservata con poca attenzione, una sigaretta potrebbe apparire piuttosto innocua. Piccola e sottile com’è, sembra impossibile che contenga un concentrato di sostanze tossiche così alto. I numeri tuttavia parlano chiaro e non tranquillizzano affatto: secondo le analisi scientifiche, la sigaretta comune sarebbe in grado di produrre tra le 7.000 e le 8.000 sostanze chimiche, tra cui molte dannose per la salute.
Circa 250 tra queste hanno proprietà irritanti e nocive, mentre 70 appartengono a vari gradi di cancerogenicità, ossia avrebbero la capacità di aumentare l’incidenza di tumori rispetto ai non fumatori.
(fonti: https://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/cosa-contiene-una-sigaretta.html#1184576 https://www.fondazioneveronesi.it/educazione-alla-salute/vivere-sano/fumo/che-cosa-ce-dentro-una-sigaretta )
In molti pensano che siano prevalentemente la nicotina e il monossido di carbonio a rendere il fumo pericoloso per la salute, ma dietro a una sigaretta c’è molto di più: un mondo di sostanze dannose che è bene conoscere ed evitare.
Le 4 sostanze principali: catrame, nicotina, monossido di carbonio, ammoniaca
Non basterebbe una sola guida per esaminare nel dettaglio tutte le sostanze nocive contenute nelle sigarette, ma per affrontare il tema della dannosità del fumo è sufficiente approfondire quelle più rappresentative, come catrame, nicotina, monossido di carbonio e ammoniaca.
- Nicotina: è la sostanza che più viene associata al fumo di sigaretta, nonché quella nota per essere la responsabile dello sviluppo della dipendenza dal tabagismo, a causa della produzione del neurotrasmettitore del piacere, la dopamina. Si tratta di un alcaloide naturalmente contenuto nel tabacco, che viene prodotto tramite la combustione dello stesso e inalato dal fumatore. Presa da sola il livello di tossicità della nicotina è moderato, ma la sua pericolosità sta proprio nell’assunzione continuativa, che impatta sulla salute del cuore e sul corretto funzionamento dell’apparato circolatorio. Quella presente nei prodotti sostitutivi della nicotina , come cerotti, gomme da masticare, spray e compresse, è tuttavia utile per ridurre i sintomi dell’astinenza e favorire l’abbandono del fumo.
- Catrame: la combustione della sigaretta produce una serie di sostanze nocive indicate con il termine catrame, che si accumula sullo smalto dei denti, causando la colorazione giallo brunastra tipica dei fumatori. È inoltre responsabile di danni a livello dell’organismo, soprattutto a carico dei polmoni.
- Monossido di carbonio: molto pericoloso per la salute di organi e tessuti, il monossido di carbonio è un gas incolore e inodore prodotto dalla combustione della sigaretta. Il suo impatto maggiore avviene a carico della circolazione sanguigna poiché prende il posto dell’ossigeno sulle molecole di emoglobina, riducendo quindi l’ossigenazione del sangue. Questo gas può interferire con la salute del cuore, aumentando il rischio di infarto, ischemia e angina pectoris, rappresentare un rischio per il feto in caso di fumo in gravidanza, nonché compromettere la salute della pelle, dei capelli e delle unghie.
Ammoniaca: la presenza di ammoniaca nella sigaretta è dovuta alla particolare lavorazione a cui viene sottoposto il tabacco, per rendere meno acre il sapore del fumo e favorire l’assorbimento della nicotina, che a sua volta peggiora la dipendenza.
Le sostanze cancerogene (focus su benzene, formaldeide, arsenico)
Considerate nel loro insieme, le sostanze nelle sigarette sembrerebbero tutte dannose allo stesso modo. In realtà, alcune sono più pericolose di altre, soprattutto quelle classificate ufficialmente come cancerogene. Quelle su cui la medicina si concentra maggiormente sono:
- Benzene: questa sostanza volatile, è presente nel petrolio, nei carburanti e in alcuni tipi di pesticida, e prodotta da incendi ed eruzioni vulcaniche. La sua pericolosità per l’organismo è dovuta alla sua incidenza nello sviluppo di patologie serie, come leucemia, anemia, linfomi, danni ai tessuti ossei, problematiche genetiche, tumori al cavo orale, alle cavità nasali, alla pelle, al polmone, al seno e al fegato.
- Formaldeide: ampiamente utilizzato per la produzione di disinfettanti, grazie al suo potere antibatterico, la formaldeide è molto dannosa per l’organismo. Oltre a irritare le vie respiratorie, questa sostanza è responsabile dell’incidenza di leucemia, e tumori rinofaringei e alla gola. È inoltre dannosa anche per gli occhi, a causa dei suoi effetti irritanti.
- Arsenico: sembra incredibile pensare che le sigarette contengano un vero e proprio veleno, ma è proprio così. La bassa percentuale di arsenico contenuta nelle sigarette è sufficiente per impattare negativamente sulla salute di chi fuma, con danni a carico del cuore, del sistema sanguigno, sul sistema digerente, sul sistema nervoso e sul DNA stesso, alterando le sue capacità difensive contro le patologie.
Metalli pesanti e additivi industriali
Oltre a gas, particolati e altre sostanze chimiche, all’interno di una sigaretta si possono trovare anche svariati metalli pesanti, associati allo sviluppo di patologie gravi e tumori.
- Cadmio: usato nel processo di produzione delle batterie, questo metallo tossico viene associato al rischio di cancro polmonare. È inoltre dannoso per reni, vasi sanguigni e sistema immunitario, e influisce sulla fertilità.
- Cromo: diffuso soprattutto nelle lavorazioni industriali, provoca problematiche ai bronchi e al tratto gastrointestinale, nonché a fegato e reni. Influisce sulla capacità respiratoria, provocando laringiti e fenomeni asmatici, ed è associato allo sviluppo di tumore ai polmoni e ai seni paranasali.
- Piombo: anch’esso cancerogeno, causa problemi neurologici e gastrointestinali, ed è associato a ipertensione e altre patologie del sistema circolatorio, nonché al calo della fertilità. Aumenta lo sviluppo dei radicali liberi e favorisce condizioni neurodegenerative come l’Alzheimer.
- Nichel: soprattutto nei soggetti allergici la presenza di questo metallo nel fumo di sigaretta può causare eczemi e dermatiti, irritando soprattutto bocca e occhi. Trasportato nel resto del corpo tramite l’inalazione, può inoltre causare malattie degenerative.
Non vanno inoltre trascurato il fatto che vengono comunemente aggiunti numerosi additivi nel tabacco, preposti a varie funzioni e responsabili di ulteriori danni per l’organismo.
Cacao, mentolo e liquirizia migliorare il sapore del fumo, ma la loro combustione è responsabile della dilatazione dei bronchi, che a sua volta favorisce l’assorbimento della nicotina e delle altre sostanze tossiche nella sigaretta.
Alcuni farmaci broncodilatatori vengono aggiunti appositamente per ottenere lo stesso effetto, l’acetaldeide serve a rendere più dolce il sapore del tabacco, mentre il glicole di propilene serve a mantenere il tabacco umido, ma ha effetti potenzialmente cancerogeni.
Cosa resta nei polmoni dopo ogni boccata
La pericolosità del fumo sta nel fatto che la grande quantità di sostanze tossiche nella sigaretta entra nei polmoni a ogni boccata, ma solo una parte di esse viene espulsa.
Tra queste spiccano le molecole di catrame, nonché i metalli, i gas e le sostanze chimiche, che si depositano all’interno di bronchi e polmoni e si attaccano al loro epitelio.
Questi organi a loro volta cercano di eliminarle favorendo la produzione di muco, con una conseguente riduzione della funzione respiratoria e lo sviluppo di tosse e asma. L’espulsione risulta però difficile, poiché le sostanze tossiche rovinano le ciglia che rivestono bronchi e polmoni, preposte proprio a questo compito.
Un’altra quota rilevante di sostanze nocive (come il monossido di carbonio) viene inoltre assorbita dal sangue e trasportata al resto dell’organismo, con danni a breve e a lungo termine.
E nelle sigarette “light” o “naturali”?
Tra i fumatori non ci sono solo quelli che si affidano ai prodotti tradizionali, ma anche coloro che prediligono il consumo di sigarette light o quelle naturali, in genere per ridurre i pericoli per la salute. Bisogna però sfatare un mito: questi prodotti non fanno meno male.
Le sigarette light vengono definite così perché possiedono filtri più sottili, che riducono l’assunzione di catrame e nicotina. Per compensare la quantità più bassa di quest’ultima, il fumatore tende a prendere delle boccate più lunghe oppure a consumare un numero maggiore di sigarette. Questo fa sì che le sigarette light abbiano effetti cancerogeni tanto quanto le altre sigarette, se non addirittura maggiore.
Le cosiddette sigarette “naturali”, invece, devono questa definizione all’assenza di additivi nel tabacco, una caratteristica che induce a pensare che i danni per la salute siano minori rispetto ai prodotti trattati, ma senza evidenze scientifiche.
Il danno principale all’organismo dipende infatti in larga parte dalla combustione del tabacco e della carta, che produce particolato, monossido di carbonio e introduce nel corpo una serie di sostanze altamente tossiche prodotte dal fumo e dagli ingredienti specifici del tabacco.
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