APPROFONDIMENTI

Differenza tra tabacco riscaldato e sigaretta

Tra le soluzioni adottate da chi cerca di smettere di fumare non c’è solo l’abbandono totale delle sigarette, ma anche alcune misure temporanee come l’uso di prodotti a tabacco riscaldato. Questi dispositivi si distinguono dagli altri per il fatto che non prevedono la combustione del tabacco, ma il suo riscaldamento, da molti percepito come meno pericoloso e utile per completare il processo di disassuefazione. Ma è davvero così?

Leggi la guida per scoprire cos’è il tabacco riscaldato, come funziona e qual è la differenza tra svapo e sigaretta.

Cos'è il tabacco riscaldato e come funziona

I prodotti a tabacco riscaldato (detti anche HTP, da Heated Tobacco Products oppure HnB, Heat-not-Burn), sono dispositivi elettronici alimentati a batteria, che imitano la sigaretta tradizionale nell’esperienza d’uso e nelle caratteristiche aromatiche. 

Questi prodotti – noti in Italia con il nome delle aziende produttrici – funzionano secondo un principio di riscaldamento controllato del tabacco, che favorisce il rilascio degli aromi tipici della pianta e della nicotina. Seppur con delle differenze da modello a modello, in genere questi sistemi si compongono di: 

  • Una batteria: che alimenta il dispositivo e ne permette il riscaldamento
  • Una cartuccia: uno stick contenente un impasto di tabacco solitamente miscelato con aromi, acqua e glicerolo. Quest’ultimo contribuisce alla produzione di aerosol. 
  • Un elemento riscaldante: alcuni dispositivi utilizzano una lamella di metallo che va inserita nella cartuccia, mentre in altri sistemi lo stick contiene elementi metallici che contribuiscono alla trasmissione del calore. 

A sostituire il fumo negli HTP è l’aerosol, una sospensione di particelle liquide prodotta dal riscaldamento del tabacco e dei componenti aggiuntivi dello stick. A sua volta contenente gli aromi del tabacco e molecole di nicotina, l’aerosol viene inalata dal fumatore, riproducendo alcune delle caratteristiche sensoriali della sigaretta, tra cui la gestualità e le note organolettiche. 

Differenze chiave: combustione vs. riscaldamento

La principale differenza tra tabacco riscaldato e sigaretta non riguarda tanto il formato del prodotto, quanto il modo in cui viene generato il fumo o il suo corrispettivo. Nelle classiche sigarette questo avviene tramite combustione, ossia bruciando il tabacco e la carta a una temperatura che può raggiungere gli 800-900°C, processo che produce molte delle sostanze tossiche contenute nelle sigarette

Negli HTP, in genere, la resistenza riscalda la cartuccia a una temperatura inferiore rispetto alla sigaretta, raggiungendo un massimo di 350°C. In questo modo la cartuccia si scalda, producendo non fumo ma aerosol contenente alcune sostanze derivate dal tabacco.  

Anche nel caso della sigaretta elettronica si può parlare di riscaldamento, poiché le temperature sono inferiori sia alla sigaretta tradizionale che agli HTP. L’e-cig però non scalda direttamente il tabacco, quanto piuttosto un liquido contenente acqua, aromi, in alcuni casi nicotina, glicerina e glicole propilenico, producendo anche in questo caso aerosol.

Cosa contiene davvero il tabacco riscaldato

Una delle argomentazioni ricorrenti alla base dell’idea che il tabacco riscaldato sia un’alternativa preferibile rispetto alle sigarette, riguarda il fatto che gli HTP contengono alcune sostanze rilevate anche nel fumo tradizionale, ma a livelli nettamente inferiori. Uno studio riportato dal JAMA Internal Medicine nel 2017 ha tuttavia sottolineato che alcune di queste sono presenti in dosi analoghe.

È quindi importante sottolineare che, anche in assenza di combustione, la degradazione termica di tabacco e glicerolo può generare molecole potenzialmente dannose per l’organismo, alcune delle quali classificate come cancerogene. Tra queste ci sono:

  • Nicotina: presente naturalmente nelle foglie di tabacco, è la sostanza che attiva alcuni processi coinvolti nello sviluppo della dipendenza
  • Formaldeide e acetaldeide: sono composti chimici che possono avere effetti irritanti e tossici
  • Monossido di carbonio: un gas incolore e inodore che riduce i livelli di ossigeno nel sangue. 
  • Fenoli: sono composti chimici organici derivati dalla degradazione termica del tabacco, che possono contribuire a fenomeni di irritazione e stress ossidativo
  • Nitrosammine specifiche del tabacco: prodotte dall’essiccazione e lavorazione del tabacco, possono causare danni al DNA. 
  • Idrocarburi policiclici aromatici: in genere vengono prodotti soprattutto tramite combustione, ma sono presenti anche nell’aerosol e possono danneggiare il DNA, il sistema nervoso e quello cardiovascolare
  • Particelle di carbone: in misura minore rispetto alla sigaretta tradizionale, possono comunque formarsi a causa della degradazione del tabacco e raggiungere le vie respiratorie, contribuendo a irritazioni, infiammazioni o stress ossidativo

Il tabacco riscaldato fa meno male? Cosa dicono gli studi

Come per la sigaretta elettronica, gli studi sul tabacco riscaldato non sono ancora del tutto sufficienti per determinare con certezza se l’IQOS fa male o se è davvero meno dannoso per la salute rispetto alle sigarette tradizionali, in quanto alcuni effetti del fumo sono visibili soprattutto a lungo termine. A questo limite si aggiunge il fatto che alcune ricerche sono finanziate dalle principali case di produzione di questi dispositivi, generando conflitti di interesse di cui tenere conto.

La prima cosa da sottolineare è che non esistono prodotti contenenti tabacco che siano da considerare del tutto sicuri, sebbene possano presentare livelli variabili di rischio. 

I rischi del tabacco riscaldato potrebbero sembrare inferiori rispetto alla sigaretta, in quanto questo dispositivo potrebbe ridurre l’esposizione ad alcuni elementi nocivi tipici della combustione, ma non può essere ignorata la presenza di sostanze potenzialmente pericolose, nonché il ruolo che gli aromi potrebbero avere sul sistema respiratorio. 

Si ritiene inoltre che (come nel caso delle sigarette elettroniche) questi dispositivi e la possibilità di scegliere tra vari aromi renda il fumo più attraente anche ai più giovani, favorendo lo sviluppo della dipendenza da nicotina.

Il tabacco riscaldato può aiutare a smettere di fumare?

Alcune persone che stanno cercando di abbandonare le sigarette potrebbero valutare l’idea di smettere con il tabacco riscaldato. Ma questi dispositivi rappresentano davvero un metodo efficace per la disassuefazione? 

A ridimensionare questa convinzione contribuisce il fatto che questi prodotti rilasciano nicotina in dosi paragonabili o comunque simili a una sigaretta tradizionale, motivo per cui le principali organizzazioni sanitarie ipotizzano che il rischio di sviluppare una dipendenza dalla sostanza sia simile.

Gli studi sulla lotta al tabagismo affermano qualcosa di simile: una ricerca condotta dall’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, condotto su oltre 3.000 soggetti, ha sottolineato che i supporti alternativi – sia le sigarette elettroniche che gli HTD – non hanno dimostrato efficacia nel processo di cessazione del fumo, ma anzi rappresentano un rischio soprattutto per i non fumatori o per gli ex fumatori, che – a causa dell’attrattiva e della presunta non tossicità di questi supporti – possono iniziare a fumare o tornare a farlo. 

Il consiglio: ridurre il danno del tabacco non significa eliminarlo

La minore produzione e concentrazione di sostanze dannose potrebbe far sembrare il tabacco riscaldato meno pericoloso rispetto alla sigaretta tradizionale, ma l’aerosol e le sostanze in essa contenute potrebbero contribuire allo sviluppo di varie problematiche: irritazioni al cavo orale, patologie respiratorie e cardiache e danni a livello di organi importanti come fegato, pancreas, stomaco e polmoni.

Se stai cercando di smettere fumare, affidati a soluzioni sicure, comprovate e dall’efficacia dimostrata, come i farmaci per smettere di fumare, i sostituti della nicotina NRT (cerotti, spray, pastiglie o gomme da masticare) oppure il supporto di un professionista che possa accompagnarti nel percorso. 

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