APPROFONDIMENTI

Sigaretta elettronica: fa male? Verità e miti

Dalla sua invenzione a oggi, la sigaretta elettronica è stata protagonista di un vero e proprio fenomeno commerciale, accolta con speranze, ma anche tanti dubbi. Se infatti da un lato il suo utilizzo ha supportato alcune persone nello smettere di fumare sigarette tradizionali, dall’altro le ha esposte a rischi sconosciuti, rappresentando inoltre una forte attrattiva per i più giovani, che “svapando” si sono approcciati al fumo per la prima volta.

Tra false promesse e miti, è il momento di fare chiarezza sulla questione, rispondendo con questa guida alla domanda che si pongono tutti: la sigaretta elettronica fa male? 

Come funziona una sigaretta elettronica

Fino agli inizi del Duemila, nessuno immaginava che si potesse fumare senza i supporti tradizionali (sigarette, sigari o pipe), ma nel 2003 le cose sono cambiate, quando il farmacista cinese Hon Lik ha ideato il primo prototipo di sigaretta elettronica. L’intento era combattere la dipendenza dal tabacco, offrendo ai fumatori un’alternativa che non prevedesse la combustione e l’assunzione di sostanze tossiche

Arrivata in Italia nel 2010, l’e-cig ha conosciuto un’enorme diffusione, facendo leva sul desiderio di molti di smettere di fumare e sulla convinzione che fosse più innocua di una tradizionale sigaretta. 

 

Disponibile in molte varianti, comprese quelle usa e getta, la sigaretta elettronica è un dispositivo elettronico portatile, composto da una batteria, da una resistenza e da un serbatoio, contenente il liquido da vaporizzare. 

Durante l’utilizzo, la batteria alimenta la resistenza, che a sua volta scalda il liquido e lo trasforma in aerosol, ossia il vapore inalabile che imita il fumo ottenuto dalla combustione del tabacco.

Cosa contiene il liquido (PG, VG, aromi, nicotina)

Se batteria e resistenza sono la chiave per la vaporizzazione, l’elemento centrale per il funzionamento della sigaretta elettronica è il liquido, una miscela di varie sostanze che viene nebulizzata dal dispositivo per simulare l’esperienza sensoriale del fumo. 

Nello specifico, le-liquid contiene: 

  • Glicole propilenico (PG): è un liquido incolore e inodore che favorisce la percezione degli aromi e conferisce il cosiddetto “colpo in gola”, ossia la particolare sensazione che si percepisce quando si inala il vapore. 

 

  • Glicerina vegetale (GV): sostanza viscosa di origine vegetale, che influisce sulla densità dell’aerosol durante la nebulizzazione, e di conseguenza offre una sensazione più morbida durante l’inalazione. 

 

  • Aromi alimentari: conferiscono specifiche sensazioni olfattive e gustative, a seconda dei liquidi utilizzati. Possono richiamare i sentori più tipici di tabacco, oppure note fruttate, di menta, cacao, caffè, vaniglia e molte altre. 

 

  • Nicotina: è possibile utilizzare liquidi per sigaretta elettronica privi di nicotina, ma in genere chi sta cercando un supporto diverso per fumare o un modo per smettere, può contare su vari dosaggi, fino 20 mg/ml, limite massimo imposto dalle normative europee.

 

La composizione di questi liquidi ha destato molti interrogativi nella comunità scientifica, che sta valutando gli effetti collaterali delle e-cig sull’organismo. La recente diffusione di questi dispositivi non ha ancora permesso lo sviluppo di studi conclusivi in merito, motivo per cui le organizzazioni sanitarie internazionali invitano alla prudenza, soprattutto nei confronti di prodotti non regolamentati. 

Nel 2019, la presenza di sostanze tossiche (tra cui l’acetato di vitamina E) all’interno di e-liquid illegali, è stata infatti associata a un’epidemia di danni polmonari acuti avvenuta negli Stati Uniti, identificata con l’acronimo EVALI (E-cigarette or Vaping product use-Associated Lung Injury). 

Oltre ad assicurarsi di acquistare liquidi legali e certificati, dunque, è fondamentale valutare i rischi legati all’assunzione di tutte queste sostanze, anche attraverso la decostruzione di alcuni falsi miti molto diffusi.

Mito 1 - "il vapore della sigaretta elettronica è solo acqua": cosa dice la scienza

Molti di coloro che utilizzano la sigaretta elettronica sono convinti che la nebulizzazione sia sostanzialmente vapore acqueo. Basta tuttavia esaminare con attenzione l’etichetta dei comuni e-liquid per scoprire la verità: quando presente (e non sempre lo è), l’acqua non va oltre il 5-10%, una quantità piuttosto bassa rispetto alle altre sostanze.

L’acqua – in genere demineralizzata – serve a fluidificare il liquido e ad abbassare la temperatura della resistenza, garantendo al dispositivo un ciclo di vita maggiore. La sua presenza deve tuttavia essere limitata, per non compromettere la produzione di vapore e la resa aromatica

Mito 2 - "la sigaretta elettronica non crea dipendenza": il ruolo della nicotina

Un’altra comune convinzione è che la sigaretta elettronica sia più sicura di quella tradizionale perché non crea dipendenza. Questo non è del tutto vero: la probabilità di sviluppare un’assuefazione nei confronti della sigaretta elettronica è più basso solo se il liquido di nebulizzazione non contiene in alcun modo nicotina.

Quando presente, invece, la sostanza può creare assuefazione anche se assunta in modo diverso rispetto alla sigaretta tradizionale. Nel passaggio a un supporto elettronico, dunque, la dipendenza non viene meno, mentre nelle persone precedentemente non esposte alla nicotina, il dispositivo potrebbe causare una nuova assuefazione, soprattutto negli utenti giovani, il cui cervello è più vulnerabile ai meccanismi di ricompensa a essa associati. 

Ci sono però altri fattori che favoriscono l’assuefazione, non solo di natura chimica: imitando la modalità di assunzione tipica della sigaretta tradizionale, lo svapo può creare dipendenze gestuali ed emotive, associando l’atto di fumare a un momento gratificante. 

La e-cig per smettere di fumare: serve davvero?

Sebbene alcuni soggetti abbiano trovato nelle e-cig un supporto valido per favorire l’abbandono definitivo del fumo, l’efficacia di questi dispositivi nella lotta al tabagismo è ancora oggetto di lunghi dibattiti scientifici

Un’analisi condotta dall’Istituto Mario Negri e finanziata da AIRC, ha evidenziato che l’utilizzo delle sigarette elettroniche non solo aumenta la probabilità per un non fumatore di approcciarsi al fumo, ma rende anche più complesso smettere di fumare le sigarette tradizionali, in quanto non viene interrotto il circuito della dipendenza. 

Sempre l’istituto Mario Negri, tramite una ricerca su 3.000 soggetti nell’arco di 7 mesi, ha riscontrato un aumento delle probabilità di ricaduta 3 o 4 volte più alto in coloro che hanno smesso di fumare e hanno cominciato a usare l’e-cig. Per molti non fumatori, inoltre, approcciarsi alle sigarette elettroniche aumenta la possibilità di passare in seguito alla sigaretta standard, con un rischio di sviluppare una dipendenza di 6-9 volte superiore rispetto al fumo tradizionale.

In sintesi, non ci sono evidenze solide e condivise che dimostrino un’efficacia rilevante nella strategia di smettere con la sigaretta elettronica, soprattutto se questa soluzione viene confrontata con approcci sicuri e comprovati, come i sostituti della nicotina e le altre terapie farmaceutiche, spesso raccomandati dai medici e dagli esperti delle Farmacie Antifumo.

Cosa dicono OMS, ISS e Ministero della Salute

Nel cercare di stabilire una volta per tutte se la sigaretta elettronica fa male, le principali organizzazioni sanitarie internazionali e nazionali – tra cui OMS, ISS e Ministero della Salute – procedono con cautela, soprattutto a causa dell’assenza di evidenze a lungo termine. 

In linea generale, queste istituzioni esprimono dubbi sulla loro efficacia come strumenti per la cessazione del fumo e preoccupazione per la presenza di nicotina (talvolta contenuta in minima parte anche nei prodotti che se ne dichiarano privi) e per le sostanze inalate. 

In questo contesto si riflette anche sul rapporto tra vapore e salute, poiché sono state individuate sostanze dannose all’interno della nebulizzazione: metalli, silicati, aldeidi e nitrosammine, ai quali si aggiungono potenziali altre sostanze pericolose prodotte dal meccanismo di riscaldamento del dispositivo. 

L’uso improprio degli e-liquid potrebbe inoltre causare intossicazioni, con sintomi come iperventilazione, disturbi gastrointestinali, sensazione di euforia, tachicardia, aumento della salivazione e della sudorazione fredda, ipertensione e talvolta convulsioni. 

Il dibattito su svapo e polmoni si concentra su alcuni possibili effetti collaterali dell’e-cig a livello respiratorio, gastrointestinale e cardiovascolare, mentre rimane alta l’attenzione per la presenza di nitrosammine, acetaldeide e formaldeide, sostanze classificate come cancerogene o sospette di cancerogenicità.

Le preoccupazioni riguardano infine anche le abitudini dei più giovani, condizionati da un marketing attraente e dall’ampia gamma di aromi piacevoli in commercio. 

Il consiglio del farmacista antifumo

Se vuoi dire addio al fumo e stai cercando di smettere con la sigaretta elettronica, è importante ricordare che esistono opzioni più efficaci e sicure per la salute, comprovate da studi scientifici solidi.  L’approccio più adatto è cercare il supporto di un professionista: presso le Farmacie Antifumo potrai parlare con farmacisti specializzati nella lotta al tabagismo, confrontarti con loro su dubbi e preoccupazioni e farti consigliare le terapie più adatte alle tue esigenze.

Le preoccupazioni riguardano infine anche le abitudini dei più giovani, condizionati da un marketing attraente e dall’ampia gamma di aromi piacevoli in commercio. 

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