APPROFONDIMENTI

Smettere di fumare fa ingrassare? Consigli pratici

I sintomi dell’astinenza non sono le uniche difficoltà che potresti trovarti ad affrontare se stai cercando di smettere di fumare. Anche le preoccupazioni e i disagi emotivi possono rappresentare un ostacolo notevole, tra questi la paura di prendere peso una volta abbandonate le sigarette. Ma è vero che smettere di fumare fa ingrassare

Ecco la guida di Ultima Sigaretta per fare chiarezza, con alcuni consigli pratici per restare in salute e in forma durante questo importante percorso!

Perché si tende a ingrassare quando si smette di fumare

Il fumo è un’abitudine che ha un impatto enorme sull’organismo, andando a compromettere il suo funzionamento su vari livelli. Quello che non tutti sanno è che la dipendenza dalla nicotina ha un’influenza notevole anche sul metabolismo, motivo per cui in alcuni casi smettere di fumare fa ingrassare

I motivi per cui questo avviene sono svariati, alcuni legati alla risposta del cervello all’assenza di nicotina, altri all’effetto che il fumo ha sul rapporto stesso con il cibo.

  1. Smettere di fumare rallenta il metabolismo basale, comportando un minore consumo di calorie giornaliere a riposo.

  2. La nicotina contenuta nel tabacco è in grado di agire sul cervello, comunicando un senso di sazietà.

  3. La minor produzione di dopamina che si registra quando si smette di fumare, spinge l’ex fumatore a cercare una gratificazione immediata altrove, in genere nel cibo “spazzatura”.

  4. Fumare a lungo comporta una diminuzione graduale – talvolta addirittura la perdita –  dell’olfatto e del gusto, rendendo il cibo meno gratificante.

Quanti kg si ingrassa quando si smette di fumare?

Prima di entrare nel merito della questione, è importante sottolineare che ogni esperienza è unica, così come è unico il rapporto che ogni ex fumatore ha nei confronti del cibo e la quantità di kg assunti dopo aver abbandonato le sigarette. 

In linea generale, il risultato di numerose ricerche scientifiche ha evidenziato che chi riesce a smettere di fumare sperimenta un aumento di peso medio di 4-5 kg dopo 12 mesi di astinenza, con l’incremento più rapido concentrato proprio nei primi 3 mesi. Successivamente, le statistiche mostrano che circa il 16-20% dei soggetti riesce a stabilizzarsi o addirittura a perdere i chili assunti. Una percentuale inferiore (il 13% degli ex fumatori) va invece incontro a un aumento di peso più importante nel tempo, superando i 10 kg.

Fonte: https://www.bmj.com/content/345/bmj.e4439 

Questa ipotesi rappresenta un fattore che spinge molte persone a non intraprendere un percorso di disassuefazione dal fumo, nella paura di vedere il proprio corpo cambiare durante il periodo di cessazione. La realtà è però più incoraggiante di così: con un po’ di attenzione all’alimentazione, all’attività fisica e agli strumenti di coping di fronte all’astinenza, è possibile tenere il peso sotto controllo, mantenendo al tempo stesso l’organismo in salute.

Nicotina e metabolismo: come funziona davvero

Nella gran parte dei casi, come anticipato nei paragrafi precedenti, la responsabile dell’aumento di peso smettendo di fumare è l’assenza di nicotina, che influisce sull’azione metabolica. Ma in che modo questo avviene? 

Protagonista del fenomeno è il metabolismo basale, ossia la quantità di calorie che viene consumata dal corpo in stato di veglia e a riposo, a distanza di almeno 10 ore dai pasti, in posizione supina e in assenza di stress fisici e psicologici. In poche parole, si tratta dell’energia richiesta dal corpo per portare avanti il proprio funzionamento basilare

In un individuo adulto e sano, che porta avanti un’attività fisica media, il metabolismo basale dovrebbe corrispondere circa al 60-75% dell’intero dispendio energetico quotidiano, ma l’assunzione continuativa di nicotina influisce su questi dati, stimolando il sistema nervoso simpatico, aumentando il battito cardiaco e accelerando così il consumo calorico. Di conseguenza, dopo aver smesso, il metabolismo torna a rallentare, in una percentuale del 3-5% rispetto a prima.

È proprio in questa fase più delicata che molti registrano un aumento di peso smettendo di fumare: senza un piano alimentare adeguato e un’attività fisica regolare, è più probabile ingrassare, a causa della maggiore difficoltà del corpo di bruciare calorie a riposo.

Questo fenomeno, però, non è l’unico modo in cui la nicotina agisce sul rapporto con il cibo. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che questa sostanza ha leggeri effetti anoressizzanti, ossia è in grado di agire su uno specifico recettore del cervello, comunicando un senso di sazietà. Per questo motivo la cessazione del fumo tende ad aumentare anche la sensazione di fame, portando a un aumento dell’introito calorico. 

Ciò avviene soprattutto durante i picchi di astinenza, i cosiddetti cravings, dove l’organismo cerca la gratificazione un tempo offerta dalla sigaretta, attraverso il consumo di alimenti che stimolano a loro volta il rilascio di dopamina, come i cibi ricchi di grassi, zuccheri e sale.

5 strategie per non ingrassare smettendo di fumare

La paura di ingrassare può rendere complesso compiere il primo passo verso una vita senza fumo, ma è utile sapere che bastano poche e semplici strategie per tenere a bada il peso, dando il tempo all’organismo di guarire gradualmente, a partire già dai primi 20 minuti senza fumo. (inserire link ad articolo 2) Ecco le più efficaci! 

  1. Scegli cibi sazianti e nutrienti.
    Se stai cercando di dire addio alle sigarette, adottare un’alimentazione sana è uno dei primi passi per evitare di ingrassare senza fumo. Nei pasti principali cerca di prediligere cereali integrali o semi-integrali, assieme a una fonte di proteine magre, verdura e frutta, nonché fonti di grassi “buoni”, come olio EVO, pesce, frutta secca e semi oleosi. Tieni sotto controllo gli spuntini, soprattutto nei primi periodi di astinenza. Sostituisci gli snack processati ad alto contenuto di grassi, sale e zucchero con alternative più sazianti, come frutta fresca, frutta secca (in porzioni piccole, poiché molto calorica) e verdura cruda, che favorisce il senso di sazietà attraverso la masticazione. Questi alimenti sono utili da portare con sé non solo per affrontare i cravings, ma anche per andare a compensare la gestualità un tempo associata all’atto di accendere una sigaretta. Lo stesso scopo può essere raggiunto con delle gomme da masticare senza zucchero, ma con moderazione.
    Bevi inoltre molta acqua (circa 8 bicchieri al giorno) o tisane non zuccherate , per favorire il senso di sazietà.

     

  2. Svolgi attività fisica regolare.
    Per compensare il rallentamento del metabolismo dopo le sigarette, è importante introdurre nella propria routine un po’ di attività fisica, in modo da bruciare le calorie che la nicotina non aiuta a consumare. Basta una passeggiata di circa mezz’ora a passo sostenuto per ottenere questo risultato e al contempo favorire il benessere emotivo, grazie alla dopamina che il corpo rilascia naturalmente durante il movimento.

     

  3. Concediti qualche sfizio: durante il percorso antifumo, è importante adottare una dieta sana, ma anche procedere con un po’ di flessibilità. Le imposizioni rigide possono pesare sullo stato emotivo, causando frustrazione. Per questo è utile anche concedersi un piccolo sfizio di tanto in tanto (come un dolce leggero o un pezzetto di cioccolata). Questa coccola per lo stomaco e lo spirito può aiutarti nei momenti difficili, e ridurre il rischio di compensare lo stress con abbuffate.

     

  4. Evita alcolici e riduci le bevande a base di caffeina: soprattutto nelle prime settimane senza fumo, è utile ridurre o eliminare le bevande alcoliche, poiché possono favorire l’aumento di peso a causa del loro elevato contenuto calorico, nonché influire negativamente sull’autocontrollo di fronte all’impulso di accendere una sigaretta. Inoltre, vengono spesso associate all’abitudine di fumare (durante le pause o nei locali), aumentando così il rischio di ricadute. Sarebbe ideale limitare anche il consumo di bevande contenenti caffeina, come caffè e tè, in quanto questa sostanza eccitante rende più difficile combattere gli stati di stress e nervosismo tipici dell’astinenza. Anche in questo caso il rituale del caffè, viene associato da molte persone alla pausa sigaretta.

     

  5. Non avere paura di trovare supporto nei farmaci: smettere di fumare è un percorso positivo per la salute, ma non tutti sono in grado di intraprenderlo senza un piccolo supporto. I sostituti della nicotina (NRT) permettono all’ex fumatore di tenere a bada i cravings da nicotina sostituendola temporaneamente attraverso spray, cerotti gomme da masticare o pastiglie. Sotto prescrizione medica è inoltre possibile acquistare dei farmaci specifici che agiscono sugli effetti della nicotina sul cervello, inibendo il suo effetto gratificante.

Cosa tenere in dispensa quando smetti di fumare

Per seguire una dieta per ex fumatori con costanza, è  importante giocare d’anticipo, cambiando non solo le abitudini, ma anche il contenuto di dispensa e frigorifero!  

Cerca di tenere fuori portata ciò che potrebbe rappresentare un ostacolo: snack dolci e salati processati, merendine, patatine, cereali molto zuccherati, bibite gassate e zuccherate, succhi industriali, alcolici. Consuma con moderazione alimenti ad alto contenuto di grassi e sale, come alcuni insaccati e formaggi. 

Via libera invece a cibi sazianti e nutrienti:

  • Cereali e derivati: pasta, riso, pane e crackers, possibilmente integrali o semi-integrali. Per colazione sono ottimi anche i fiocchi d’avena. 
  • Proteine: legumi, uova, latte, yogurt e ricotta, (meglio se magri e senza zuccheri). Pesce e carni magre (merluzzo, nasello, orata, pollo e tacchino). I pesci grassi non però vanno esclusi del tutto, grazie all’apporto di omega-3, ma consumati con meno frequenza. 
  • Frutta e verdura di stagione: ricche di fibre e vitamine, ottime come snack alternativi, soprattutto se consumate crude. 
  • Frutta secca e semi: molto sazianti e ricchi di grassi insaturi, ma da assumere con moderazione, in quanto molto calorici. 
  • Tisane e bevande non zuccherate: per variare la fonte di idratazione quotidiana.
  • Piccole gratificazioni: cioccolato fondente e cacao amaro, da spizzicare occasionalmente o da aggiungere ad altre preparazioni, come yogurt o porridge. 
  • Condimenti: olio EVO (ricco di grassi insaturi, ma da assumere con moderazione), aceto, dolcificanti non calorici, limone.

Quando rivolgersi al nutrizionista o al farmacista

Durante il percorso di disassuefazione le soluzioni alimentari fai-da-te potrebbero non essere adatte a tutti, soprattutto in caso di situazioni mediche particolari. In questi casi – o anche solo per risolvere dei dubbi specifici – è utile confrontarsi con un nutrizionista

Previo consulto medico, questa figura è in grado di valutare la storia clinica del paziente e adattare i percorsi alimentari a eventuali patologie (come diabete, problemi cardiovascolari, disturbi gastrointestinali, problematiche endocrine, stati di obesità o sottopeso). A seconda delle esigenze personali, può inoltre impostare un percorso alimentare più strategico, strutturando tutti i pasti della giornata e consigliando snack alternativi

Se invece hai bisogno di un aiuto farmaceutico per affrontare al meglio il percorso, puoi trovare un ottimo supporto nelle farmacie antifumo, dove potrai contare sulla professionalità di farmacisti specializzati, pronti ad ascoltare i tuoi dubbi, a fornirti consigli e a progettare insieme terapie mirate.

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