APPROFONDIMENTI

Misurare il livello di dipendenza: il Test di Fagerström

La dipendenza dal fumo non è un percorso lineare e uguale per tutti, ma un’esperienza soggettiva, che in alcuni casi si manifesta con un’assuefazione più lieve e in altri con un vero e proprio stravolgimento delle abitudini quotidiane. Determinare il numero di sigarette fumate in una giornata non è sufficiente per capire in che modo il fumo impatti sulla vita di una persona, ma esiste un test che permette di avere un quadro più chiaro sulla questione. Ecco tutto quello che devi sapere sul test di Fagerström e sul modo in cui può valutare la dipendenza dal tabacco e aiutarti a smettere di fumare

Cos'è il test di Fagerström e a cosa serve

Quando descrivono la propria abitudine di fumare, molte persone fanno riferimento solo al numero di sigarette consumate nell’arco della giornata, utilizzando questo dato come criterio di misurazione della propria assuefazione. Esistono però svariati aspetti che possono incidere sull’entità della dipendenza, come la serie di piccole e grandi abitudini che accompagnano il fumo.  

Di fronte alla necessità di misurare in modo obiettivo e il più possibile preciso la dipendenza da nicotina, nel 1978 è nato il Fagerström Test for Nicotine Dependence (FTND), un questionario di tolleranza ideato dallo psicologo Karl-Olov Fagerström.

Inizialmente composto da 8 domande, il test ha subito delle modifiche nei decenni successivi, approdando alle 6 domande tuttora utilizzate. 

Questo test per il fumatore non serve solamente per determinare l’entità della sua dipendenza o l’impatto del fumo sulle sue abitudini di vita, ma viene concretamente utilizzato dai professionisti del settore come strumento di pianificazione per individuare percorsi validi per smettere di fumare.

È stata inoltre dimostrato che livelli alti di dipendenza sono talvolta associati a disturbi del sonno durante l’astinenza e una tendenza a ingrassare quando si smette di fumare, nonché a una probabilità più alta di ricaduta, informazioni utili per affrontare il periodo di cessazione con maggiore consapevolezza e un aiuto terapeutico adeguato.

Le 6 domande del test e il punteggio di dipendenza

La versione più aggiornata del test, revisionata nel 1991, consiste in un questionario di 6 domande che valuta sintomi e aspetti comportamentali della dipendenza, i cosiddetti items, tra cui anche la difficoltà di astensione in caso di divieti. 

I risultati vengono valutati attraverso una scala di punteggi numerica, in cui il punteggio più alto indica un livello di dipendenza maggiore. 

Le domande attualmente in uso sono le seguenti, utili anche per te se ogni tanto ti chiedi “quanto sono dipendente dal fumo?”

Punti
1. Quanto tempo dopo il risveglio accendi la prima sigaretta?
a. Entro 5 minuti3
b. Entro 6-30 minuti2
c. Entro 31-60 minuti1
d. Dopo 60 minuti0
2. Trovi difficile astenersi dal fumare nei luoghi in cui è vietato?
a. Sì1
b. No0
3. A quale sigaretta faresti più fatica a rinunciare?
a. La prima del mattino1
b. Qualsiasi0
4. Quante sigarette fumi al giorno?
a. 10 o meno0
b. 11-201
c. 21-302
d. 31 o più3
5. Fumi con maggiore frequenza nelle prime ore dopo il risveglio che durante il resto della giornata?
a. Sì1
b. No0
6. Fumi anche se costretto a letto da qualche malattia intercorrente?
a. Sì1
b. No0

Come interpretare il risultato: i range che indicano dipendenza bassa, media, alta

Una volta effettuato il test, interpretare i risultati è molto facile, poiché è sufficiente sommare i punti ottenuti rispondendo a ciascuna domanda. A ogni range numerico corrisponde un livello di dipendenza che va da molto basso a molto alto: 

  • Da 0 a 2 punti: Livello di dipendenza molto basso
  • Da 3 a 4 punti: Livello di dipendenza basso

  • 5 punti: livello di dipendenza medio
  •  
  • da 6 a 7 punti: Livello di dipendenza forte
  • Da 8 a 10 punti: Livello di dipendenza molto forte

 

Cosa fare per ogni livello di dipendenza

Sebbene sia importante ricordare che ogni esperienza è personale e ogni tipo di dipendenza può prevedere percorsi diversi, il test di Fagerström contribuisce a fornire indicazioni utili per accompagnare ai risultati delle azioni concrete, come l’avvio di percorsi terapeutici con il supporto di appositi farmaci per smettere di fumare.  

Se hai effettuato il test e hai ottenuto meno di 5 punti, il tuo livello di dipendenza è ancora basso, ma è importante agire subito per evitare che l’assuefazione peggiori. È probabile che tu non abbia bisogno di terapie farmacologiche per riuscire a smettere. 

Un punteggio di dipendenza pari a 5 indica un livello medio, che richiede un intervento tempestivo per evitare un peggioramento dell’assuefazione. 

 

Sopra i 5 punti, i livelli di dipendenza da nicotina possono arrivare a livelli elevati. Se hai ottenuto questi punteggi è probabile che tu non riesca a esercitare un controllo sul vizio e che sia necessario parlare con un medico o un farmacista antifumo per individuare un percorso terapeutico adatto alle tue esigenze, eventualmente  con il supporto di NRT o farmaci come vareniclina, bupropione e citisina. Le probabilità di ricaduta si fanno più alte con l’aumento del punteggio, dunque ottenere un aiuto adeguato può aumentare le probabilità di successo. 

È importante ricordare che si tratta di indicazioni sommarie, che non possono sostituire in alcun modo il parere di un professionista. Ogni caso va valutato con attenzione, poiché non è detto che livelli bassi o moderati di dipendenza non necessitino di supporto mirato.

I limiti del test e cosa non misura

Pur essendo un metodo di autovalutazione tendenzialmente valido, capace di fornire informazioni utili sulle abitudini di fumo di un individuo, il test di Fagerström presenta delle limitazioni che non sono ancora state compensate dalle revisioni degli ultimi anni. 

Il primo grande limite riguarda il suo ruolo diagnostico: in quanto questionario autovalutativo, il test non sostituisce le diagnosi mediche, e dunque può essere solo utilizzato come supporto indicativo. Si mettono inoltre in dubbio le sue capacità di valutare la dipendenza da tabacco in modo completamente affidabile, in quanto un semplice punteggio non è in grado di descrivere la complessità della dipendenza.

Nello specifico, il test si concentra soprattutto sulla dipendenza fisica da nicotina, trascurando molti aspetti psicologici importanti che fanno seguito all’assuefazione, tra cui gli impulsi scatenati dagli stimoli e dall’associazione tra abitudini quotidiane e fumo (fine pasto, pausa caffè, tragitto in macchina, ecc). Per questo, il questionario  di Fagerström rischia di inserire nella stessa categoria o range di punteggio persone caratterizzate da dipendenze molto diverse, senza tenere conto degli elementi distintivi. 

Un altro dei suoi limiti significativi riguarda inoltre le evoluzioni nelle abitudini di consumo di nicotina avvenute negli ultimi anni. Questo test per il fumatore valuta infatti la dipendenza prendendo come riferimento soprattutto le sigarette, e dunque non è stato concepito per valutare specificamente altre forme di assunzione, come tabacco riscaldato e sigarette elettroniche, per i quali sono stati sviluppati degli adattamenti del test o strumenti appositi. 

Portare il risultato in farmacia per un percorso su misura

Le naturali limitazioni del test di Fagerström non ne compromettono l’utilità  come strumento informativo, ma è importante distinguerle da un parere professionale

Una volta effettuata l’autovalutazione, dunque, è raccomandato recarsi presso il tuo medico o un farmacista formato in percorsi antifumo, in modo da ottenere consigli mirati per la tua specifica situazione. 

Queste figure possono supportarti nella lettura dei risultati e nella loro interpretazione, integrandoli anche con gli aspetti non inclusi nel questionario di Fagerström. In base ai dettagli emersi dal confronto, potranno infine consigliarti il percorso migliore per te, fornendo indicazioni o proponendo un piano terapeutico mirato. 

 

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